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Pescara
11 Agosto 2020
delfinonews.it
Editoriale

Quando va tutto bene, non puoi che non farla finire nel peggiore dei modi!

Un epilogo amaro, aspro, duro da digerire. Una sconfitta che pesa più di un macigno, specie per i risultati degli altri campi. Quando va tutto bene, non puoi che farla finire nel peggiore dei modi. Il Pescara perde, ancora. Il Pescara commette gli stessi errori, ancora. I risultati dagli altri campi stavano regalando una salvezza, immeritata forse sportivamente. Eppure il Delfino è annegato nel classico bicchiere d’acqua. Un giro di lancette e la stagione infinita sarebbe finita. Eppure no, non è andata così. E forse non doveva andare così. Perché altre squadre, di caratura tecnica forse e di blasone inferiore hanno lottato, meritato e conquistato una salvezza. Altre, invece, con una spada di Damocle assurda ancora in ballo, a campionato finito.

Non è assolutamente il tempo dei rimorsi. Del dito puntato contro quel giocatore, quell’allenatore o quel dirigente. Ora è il tempo di amare ancora di più questa maglia. E’ nelle difficoltà che bisogna dimostrare, per puro spirito di appartenenza e di amore per questi colori, che il tempo dei processi può aspettare i 180′ col Perugia. Perché il Pescara è il Pescara e viene prima di tutto. Dei cognomi dietro la maglia, dei tecnici in panchina, della società stessa. Quello stemma, con un delfino contornato dal bianco e dall’azzurro, è più importante di qualsiasi altra cosa.

Ora  si deve cercare di conquistare, con sudore e sangue, la permanenza in categoria. Contro i vicini di casa del Perugia, contro il passato del Pescara chiamato Massimo Oddo. Mors tua, vita mea. E’ la legge del calcio, è la legge dello sport, è la legge del più forte.