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Pescara
20 Aprile 2021
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Prima Squadra

A poche ore da Pescara-Pisa: quattro chiacchiere con Gian Piero Ventura

Prepartita bollente. Una gara da non sbagliare. Il Delfino vuole aggrapparsi al treno play out e per farlo dovrà necessariamente battere il Pisa. A poche ore dal match, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con l’ex mister della Nazionale Italiana, Gian Piero Ventura. Di seguito l’intervista:

Buongiorno mister. Un giudizio sulla piazza di Pescara dall’esterno?
E’ una piazza estremamente stimolante, dai tempi di Carnevale, fino ad arrivare all’annata di Zeman. Nell’immaginario collettivo è sempre stata associata al bel calcio, considerato prioritario su tante altre cose. 

Se le dico Galeone e Zeman?
Due tecnici che amavano fare calcio, un valore del passato, dove la cultura del lavoro precedeva tutto.

Un commento su Verratti, Insigne ed Immobile da lei allenati in Nazionale?
Sono cresciuti tanto, in questo momento li reputo i migliori calciatori italiani. Verratti è un talento naturale, da anni titolarissimo nel PSG. Immobile è esploso con Zeman ed ha avuto una crescita esponenziale, maturando molto nel Torino. Non si vince la Scarpa d’Oro per caso. Sono tre giocatori con caratteristiche diverse, ma che si possono considerare dei talenti assoluti.

C’è ancora un pizzico di rammarico per non averli sfruttati a pieno in un ipotetico 4-3-3?
In quel momento, dal punto di vista storico e politico, c’era uno scenario totalmente diverso rispetto ad oggi. L’aspetto tecnico era veramente secondario. Preferisco non andare oltre e non parlare del passato. Ero, sono e rimarrò per sempre tifoso dell’Italia. Mi sento soltanto di augurare il meglio a mister Mancini. 

Lei attualmente è senza squadra. C’è stata una possibilità di approdo al Pescara negli ultimi mesi?
Sono rimasto senza una panchina per scelta. Dopo trentasei anni di lavoro ininterrotto avevo voglia di staccare. Con il Delfino c’è stato qualche chiacchiericcio, mi hanno chiamato ma non se n’è fatto nulla.

Un giudizio sul Pescara attuale?
Sono molto dispiaciuto per Pescara. Non avrebbe senso per una piazza come questa scendere di categoria. Continuo a ripetere che il Delfino costruito ad inizio anno era competitivo. Non so perché sia sprofondato e non mi permetto di entrare nel merito.

Reputa la salvezza un’impresa possibile?
Credo di sì. Basterebbe una vittoria per riavvicinare i play out. Andare a tre punti di distanza, con diversi scontri diretti da giocare, renderebbe tutto ancora aperto. Sarà difficile però recuperare le energie fisiche e psichiche. Credo che la sconfitta contro l’Ascoli abbia inciso su quel piano. Mi auguro che la sosta abbia fatto bene alla squadra, con l’arrivo di Grassadonia ho avuto l’impressione che il Pescara avesse recuperato un po’ più di compattezza rispetto al passato.

Pescara-Pisa. Un ricordo della piazza nerazzurra in cui ha allenato ed un pronostico del match?
A Pisa ho passato un bellissimo periodo della mia vita. Giocavamo un calcio straordinariamente bello. E’ stata una delle piazze nelle quali mi sono divertito maggiormente nel fare calcio. Sulla gara preferisco non fare pronostici. In questo momento ha maggior bisogno di punti il Pescara rispetto al Pisa, seppur quest’ultimo nutra ambizioni play off. Auguro a mister Grassadonia, che ho allenato a Cagliari, di raggiungere quest’obiettivo.